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Il “Coach dei poaretti”

Il “Coach dei poaretti”

Ti starai chiedendo: che cavolo è sto Coach dei poaretti adesso! Ebbene, te lo spiego subito.

 

Qualche tempo fa, durante un incontro con una bella realtà sociale di Padova, stavo parlando dell’importanza di conoscere le proprie capacità e il proprio obiettivo professionale se si vuole trovare lavoro oggi, quando, sul più bello del discorso, uno degli interlocutori mi ha interrotto bruscamente esclamando: “il Coach dei poaretti!”

 

La cosa ci ha fatto subito sorridere ma, poco dopo, anche riflettere. In effetti aveva ragione! Siamo entrati ormai in pieno nell’epoca del Coach dei poaretti! Quello che Antonio (inventore del termine) voleva sottolineare, infatti, è che siamo arrivati al punto in cui anche le persone più in difficoltà sociale ed economica hanno bisogno di un Coach, che le accompagni nella crescita e nella realizzazione personale se vogliono farcela e togliersi dai guai! Il suo tono era critico, come a dire: non puoi dirmi che un senza tetto o un profugo appena sbarcato hanno bisogno di un Coach per trovare casa ed integrarsi!

 

In effetti, pare assurdo. Il Coach, ormai ben importato da oltre oceano nel nostro paese – quello che tira fuori il tuo potenziale, che anima i tuoi sogni, ti aiuta a focalizzare gli obiettivi e a raggiungerli – è sempre stato un servizio di alto livello, richiesto da grandi aziende per i propri manager o da persone in carriera che volevano puntare ancora più in alto, non me lo vedo molto applicato a chi non sa dove andare a dormire e cosa mangiare. Su questo sono d’accordo, non sarà il Coach la soluzione per questi problemi, sono invece i servizi sociali – per fortuna – che lo aiutano concretamente.

 

Certo è, però, che se parliamo di lavoro, se parliamo di inserimento sociale e lavorativo, se parliamo di convincere un’azienda ad assumerti o di avviare un’attività, se parliamo di mercato del lavoro, allora sì, che il Coach dei poaretti può fare la differenza!

 

Di fronte alle nuove difficoltà che il mondo del lavoro ti mette davanti, chiedere lavoro per aiuto, per necessità o perché si è in una situazione difficile non funziona praticamente più. Sono sempre i servizi sociali che – in modo protetto e temporaneo, forse, riescono a ricavare qualche lavoretto – ma questo purtroppo non contribuisce ad un miglioramento della situazione in prospettiva futura, è più una “soluzione temporanea”. Trovare lavoro in un’azienda o in una cooperativa per davvero, ovvero essere scelto per capacità e volontà, potrebbe invece portare notevoli miglioramenti sociali ed economici alla persona, valorizzando, in ottica continuativa, l’ottimo lavoro di supporto fatto inizialmente dai servizi sociali.

 

Ecco perché il Coach dei poaretti oggi diventa importante. Una persona in difficoltà, che si rimette in piedi grazie agli aiuti sociali, non può più basarsi sugli aiuti se vuole anche ricominciare a camminare, ha bisogno del Coaching. Deve capire quali sono le sue capacità più profonde, le sue caratteristiche vincenti, deve trovare la forza di fare dei progetti, di focalizzare degli obiettivi e di risvegliare l’entusiasmo.

 

Sembra assurdo ma anche per le persone più in difficoltà, questa rappresenta la miglior strada da percorrere per ottenere dei risultati concreti in questo mercato del lavoro.

 

Ed ecco che, per la prima volta nella storia, serve un Coach dei poaretti!

 

Grazie Antonio dei Beati Costruttori di Pace per questo fantastico spunto!

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