Orientamento sì, ma verso dove?

Sono anni che si parla di orientamento eppure di solito non sappiamo cosa vogliamo.
Per anni l’orientamento al lavoro si è basato sul concetto di scelta, ovvero ha cercato di aiutare i giovani a scegliere la loro professione ideale secondo due principi:

⦁ Più professioni conosco e più posso scegliere: ampliare la conoscenza delle possibili professioni collegate ad un determinato corso di studi favorisce la scelta.
⦁ Più mi conosco e più capisco quale lavoro fa per me: conoscere le proprie attitudini favorisce l’individuazione di professioni più adatte alla propria personalità.

In pratica, mira ad allargare la tua visione del mondo del lavoro, favorendo la scelta – tra le possibilità – della professione più adatta

Lavoro orientmento

Quando arriva il momento di entrare nel mercato del lavoro però, l’orientamento classico mostra i suoi limiti. Non è strano incontrare a colloquio giovani con le idee poco chiare sul futuro, che invece di seguire un progetto professionale, semplicemente cercano un lavoro. Non stupisce il fatto che molti giovani alla domanda “che lavoro sta cercando?” o “come mai vuole fare questo lavoro?” rispondano con frasi fatte e concetti generali come “vorrei fare un lavoro che mi soddisfa” o “perché vorrei crescere professionalmente”.

Evidentemente l’orientamento così concepito non è riuscito a tracciare la direzione. Ma perché?

 

Perché il concetto di orientamento è un altro.

 

L’orientamento deve passare dalla scelta alla visione. Ovvero, non cercare di allargare la visione sulle possibili professioni, tra le quali puoi scegliere, ma stimolare un approccio di costruzione del tuo futuro, guidata dai tuoi talenti.

L’orientamento diventa così un intenso percorso, che ti aiuta a credere nel futuro e nelle tue capacità, a sbloccare energie e aspirazioni, incoraggiandoti a trovare prima di tutto i tuoi talenti e poi ad esplorare il mondo del lavoro alla ricerca di aree di interesse, settori e ruoli dove quei talenti possano esprimersi, generando via via una visione del futuro sempre più completa, raggiungile e consapevole.

Lavoro orientmento 2

Con questo orientamento potrai trovare, conquistare e mantenere soddisfazione lavorativa nell’attuale mercato del lavoro, perché riuscirai ad:

⦁ Approcciare con entusiasmo, energia e idee.
⦁ Avere un progetto professionale in continua evoluzione.
⦁ Essere un talento.

L’orientamento serve a tutti, costantemente. Non sono solo i giovani ad aver bisogno di orientamento ma tutti, a qualsiasi età. L’attuale mondo del lavoro infatti è flessibile per tutti, sempre più spesso capita di perdere il lavoro e doversi reinventare e riqualificare per ricollocarsi, oppure di lasciare il lavoro perché insoddisfatti e mettersi alla ricerca di nuove strade professionali. In queste situazioni saper trovare la propria realizzazione lavorativa è fondamentale.

Dunque passiamo alla parte pratica, ecco come orientarti verso la tua realizzazione professionale, qualora ne avessi bisogno:

 

Scoprire i tuoi talenti
I tuoi talenti sono le tue caratteristiche personali, ovvero il modo in cui fai le cose. Osservati da fuori e, senza dare niente per scontato, osserva il modo in cui agisci di fronte alla quotidianità. Quando fai la spesa come ti muovi? Quando stai con gli amici? Quando devi organizzare una vacanza? Cerca di capire come ti muovi in queste situazioni, le scelte che prendi rappresentano le tue caratteristiche: precisione, ordine, relazione con gli altri, coinvolgi, ti lasci coinvolgere, fai da mediatore, energico, instancabile, eccetera. Per avere conferma dell’analisi fatta su te stesso chiedi a 4-5 persone che ti conoscono come ti descriverebbero e segnati le caratteristiche che principalmente gli altri vedono in te. Le 2-3 caratteristiche che tornano spesso sono i tuoi talenti.

 

Capire in quale lavoro utilizzarli
Questa fase consiste nell’indagare il mondo del lavoro. Scoprire un mondo così vasto non è facile per cui dovrai muoverti per gradi. Prima interroga le aree, poi i settori e infine i ruoli. Le aree sono “gli argomenti”, comincia con il chiederti cosa ti piace e ti interessa. Aree di interesse possono essere ad esempio le persone, oppure le corse automobilistiche o lo sport in genere, o ancora il cibo, i viaggi, la cultura, le tecnologie e così via.
Identifica le aree che ti interessano e poi cerca i settori connessi a queste. Ad esempio se ti interessano le persone e il benessere, alcuni settori appartenenti a quest’area potrebbero essere il sociale, il welfare aziendale, il wellness con tutte le sue cure per il corpo, centri estetici, massaggi, meditazione e altre arti dedicate alla persona. Questi sono solo alcuni settori e ognuno di questi al suo interno ha ulteriori sfaccettature, il sociale ad esempio potrebbe essere rivolto agli anziani come ai giovani o agli stranieri piuttosto che ai disabili, nel wellness invece c’è chi offre i servizi ma c’è anche chi produce prodotti e strumenti per la cura della persona, sono settori diversi.
Infine, in ogni settore trova i ruoli che vi appartengono. Nel settore sociale c’è chi progetta servizi, chi li eroga (ad esempio educatore), chi cerca fondi, chi segue la comunicazione, chi si occupa dell’organizzazione e così via per ogni settore.
Tutte queste indagini potrai farle tramite il web o parlando con persone che operano nei settori che stai indagando.

 

Ecco la tua vocazione!
Ascolta le tue emozioni e le tue intuizioni mentre indaghi, quando trovi la tua strada lo senti prima di tutto con la pancia. Quando scopri un lavoro che ti senti cucito addosso, che ti sembra fatto apposta per te, allora buttati, potrebbe essere la tua vocazione!
Ricorda che non ci sarà solo un lavoro ideale per te, il mondo è troppo vasto, saranno tanti i lavori che potrebbero essere adatti a te, ma solo alcuni di questi potrebbero essere la tua vocazione. Non cercare all’infinito però, il segreto è buttarti quando senti che un lavoro ti attira particolarmente, se non sarà quello la tua vocazione, rappresenterà comunque un passo importante da fare per scoprire nuove direzioni.

 

Buona ricerca!

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