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NON C’È PIÙ IL POSTO FISSO! COME SI FA?

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NON C’È PIÙ IL POSTO FISSO! COME SI FA?

“Buongiorno, vorrei un posto fisso”. “Buongiorno a lei signora, mi dispiace ma il posto fisso lo abbiamo finito. Le posso offrire un progetto professionale se vuole, fresco di stagione!”

 

Quante volte l’avrai sentito dire ormai? L’epoca del posto fisso è finita, basta garanzie, addio al contratto a tempo indeterminato. Porca misera, questa non è certo una buona notizia.

 

Sapere di punto in bianco che non è più possibile stringere rapporti a tempo indeterminato chiusi a doppia mandata con chiave buttata via, ti provoca una certa ansia. Questa notizia ti agita e ti deprime, non ti lascia via di scampo.

 

Che vita dovrai mai fare? Se non hai più la certezza di rimanere in azienda una volta trovato lavoro, come farai? Già è difficile trovarlo una volta, quante volte dorai trovare e ritrovare lavoro? Quanti lavori cambierai? Quanti colloqui dovrai fare? Sarà un ansia continua, un rischio costante.

 

Non puoi progettare niente, casa, auto, famiglia, rischia di andare tutto a rotoli da un momento all’altro. Tutto è cosi precario, in delicato e momentaneo equilibrio.

 

Questo stato di ansia ti spinge a chiedere al mercato quella garanzia, quella tranquillità, quella stabilità lavorativa che sembra essere in via d’estinzione. Durante un colloquio per uno stage, ad esempio, è molto facile ritrovarti a chiedere se lo stage è finalizzato all’assunzione.

 

Prima di un colloquio, ti chiedi sempre che tipo di contratto ti viene proposto. Metti in dubbio l’utilità del colloquio stesso a seconda del contratto che ti offrono: se è per un mese di lavoro, non so nemmeno se vale la pena fare il colloquio. Appena senti parlare di una qualsiasi ricerca di lavoro, una delle prime domande che fai è: che contratto offrono?

 

Prova a pensare a due ragazzi che escono a cena. Lui in ansia perché non sa se lei ci starà o meno, è tutto cosi precario. Ad un certo punto lui chiede e lei nega, non da garanzie, non offre prospettive sicure, dice: conosciamoci e poi vedremo, come faccio a dirti adesso se starò con te per tutta la vita? Lui si arrabbia, ha bisogno di certezze, di garanzie sicure. Quanto pensi che potrà durare questa coppia?

 

Devi leggere la situazione attuale e cambiare il concetto di rapporto di lavoro e di posto fisso.

 

Oggi è cambiato tutto. L’azienda vive o ha vissuto periodi difficili, dove ha visto scendere le vendite, i ricavi. Poi ha visto riprese che sono durate a volte tanto, a volte poco. Ogni giorno cerca di mantenere la sua posizione sul mercato e di guadagnarsi il necessario per andare avanti.

 

Ci sono aziende che hanno pensato modi e strategie nuove per tornare a crescere e altre che stanno solo cercando di rimanere in piedi. Aziende che si sono inginocchiate e hanno dovuto tagliare sui costi per non cadere del tutto. Aziende che non si sono più rialzate.

 

In questo nuovo contesto cambiano le logiche del rapporto di lavoro tra azienda e persone. Adesso le persone in cerca di lavoro sono tante e l’azienda ha bisogno di lavoratori solo ogni tanto.

 

Attenzione a non giudicare! Non giudicare il campo in cui devi giocare la tua partita. Non serve, tanto dovrai giocarla comunque in questo campo.

 

Il tuo obiettivo è trovare un modo di concepire questa situazione per poterla sfruttare a tuo vantaggio e per riuscire ad ottenere quello che vuoi.

 

Cambia quindi il modo di pensare alla ricerca del lavoro come un on/off, dentro/fuori, ce l’ho/non ce l’ho, disoccupato/occupato. Non esistendo più il contratto a tempo indeterminato, la ricerca del lavoro non è più qualcosa che si risolve in un colpo.

 

Cercare lavoro adesso è una continua costruzione di professionalità, di crescita, di aggiornamento e di sfida. Questo è il concetto di ricerca del lavoro che deve entrarti in testa adesso. La ricerca del lavoro d’ora in avanti sarà sempre una compagna di vita, ne farà parte ed è normale cosi.

 

Ed ecco il segreto: sarà proprio il fatto che la pensi in questo modo, il fatto che pensi al lavoro come qualcosa che non si ferma e non si stabilizza mai, qualcosa da continuare a ricercare e migliorare che ti darà la stabilità.

 

Il posto fisso sei tu perché hai un progetto professionale. Il fatto di avere uno o più obiettivi professionali chiari è la tua garanzia. Avere un progetto professionale sempre aggiornato e in evoluzione, ti garantisce di essere sempre in movimento per tua scelta, perché altrimenti non arriveresti dove vuoi arrivare.

 

Tu non cerchi più semplicemente lavoro, cerchi lavoro perché fa parte del tuo progetto professionale. Il  lavoro diventa un’esperienza utile per i tuoi progetti, un tassello in più in un puzzle più grande, un mattone di una costruzione più importante. Cosi riesci ad adattarti ai temporanei rapporti di lavoro attuali, riesci a renderli utili e soprattutto riesci a piacere alle aziende.

 

Pensare in questo modo ti permette di presentarti alle aziende in modo completamente diverso rispetto al modo in cui sei abituato.

 

Nella lettera di presentazione e nel Curriculum racconti il tuo progetto professionale perché, in base questo, ti stai proponendo proprio in quell’azienda o ti stai candidando proprio a quell’offerta.

 

Durante un colloquio, se pensi in questo modo, non accenni minimamente alla durata ma parli di cosa avrai l’opportunità di fare, di cosa ti interesserebbe fare. Racconti quali sono i tuoi obiettivi e qual è il tuo progetto professionale, perché e in che modo quell’esperienza che ti viene offerta può essere utile ai tuoi progetti professionali.

 

Ti posso assicurare che questo approccio durante un colloquio come minimo stupisce positivamente. Se poi gli interessi coincidono e sono comuni sicuramente nascerà un’ottima collaborazione.

 

Hai fatto uno stage in cui ti sei impegnato tantissimo, non hai chiesto ogni giorno se ti assumevano ma hai approfittato dello stage per far capire all’azienda chi sei, cosa vuoi fare e cosa puoi dare. Ti sei creato una condizione favorevole all’assunzione. Certo hai investito più di quello che ti hanno dato ma perché lo hai fatto? Perché era uno stage? No, perché inseguivi il tuo progetto professionale, lo facevi per te.

 

La garanzia, il tuo posto fisso, sta proprio in questo. Fino a che sarai una persona attiva, in continua crescita che segue un progetto professionale, che segue una crescita e con degli obiettivi sarai una persona molto interessante per il mercato del lavoro. Sarai interessante per le aziende.

 

Si tratterà solo di trovare un allineamento tra i tuoi progetti e gli obiettivi di un’azienda per avviare un rapporto di lavoro. Se manterrai un approccio cosi alla situazione sono sicuro che troverai molti rapporti di lavoro, molti contatti e molti grandi risultati che saranno esattamente la faccia del tuo posto fisso.

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