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Aziende e lavoratori divorziano: comunicano ma non si capiscono

Aziende e lavoratori divorziano: comunicano ma non si capiscono

Le imprese, se hanno bisogno di competenze, le comprano. Quello che non riescono a comprare sono le persone. La componente umana.

Ma perché all’azienda serve cosi tanto la persona nel suo essere? Se prima l’azienda funzionava di default e aveva un gran bisogno di lavoratori per soddisfare le richieste del mercato, oggi non funziona più così, è in costante sui suoi mercati e ha un gran bisogno di idee, energia, entusiasmo, tutti elementi che portano strategie e aiutano l’impresa a stare sul mercato. In altre parole: non sono più i lavoratori ma le persone che portano competitività.

 

Ogni impresa con cui parlo, ogni giorno, mi manifesta difficoltà nel reperimento di personale. “Non troviamo una persona che abbia voglia” mi dicono, “che creda nell’azienda, che lavori con passione…”. Allora io mi chiedo: possibile che tra tutte le persone che hanno perso il lavoro o che finiscono gli studi, l’azienda non riesco a trovare quello che cerca? Mi sono dato una risposta in due motivi:

 

⦁ Ci sono poche persone così. La maggior parte delle persone che le aziende intercettano nelle loro ricerche vogliono solo un lavoro “vecchio stile”, senza troppi sbattimenti, che gli permetta di vivere. Vedono il lavoro come un mezzo e non come uno scopo.

⦁ L’azienda offre poco e chiede tanto. Sapendo di avere un’ampia gamma di offerta davanti, l’impresa ne approfitta: chiede dedizione, impegno, disponibilità oltre misura e offre una pipa di tabacco – un po’ come facciamo noi davanti allo scaffale di un supermercato: cerchiamo il prodotto migliore al miglior prezzo.

 

Il risultato finale è che i due mondi non si capiscono. Ognuno chiede all’altro qualcosa che l’altro non ha alcuna intenzione di dare.

L’azienda chiede passione, entusiasmo, energia, idee, la persona non ci pensa nemmeno a “dare la sua vita” per l’azienda, anzi, preferisce guardarla con sospetto, non intende certo “svendersi” alla mercé dell’imprenditore.

 

La persona chiede un lavoro “vecchio stile”, sicuro, stabile, pagato il giusto, dove fa il suo, rispetta gli orari e becca uno stipendio. L’azienda non ha posti di lavoro di questo tipo, non ha stipendi da mettere a budget per lavoratori che rispettino gli orari, perché è orientata ad investire su persone che vogliono contribuire ben oltre il “fare semplicemente il proprio lavoro”.

 

Come si esce da questa situazione?

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