Il meccanismo della disponibilità è passato di moda

Come le Sneakers e le Dr Martens, i pantaloni a zampa e i capelli a spazzola, anche la disponibilità – per il mondo del lavoro – è passata di moda.

 

Non interessa più a nessuno il fatto che tu sei disponibile a lavorare, non tanto perché non è importante quanto invece perché in al giorno d’oggi tutti sono disponibili a tutto. Quello che si sentono dire le aziende, continuamente, è che sei disponibile a lavorare. Viviamo in un momento in cui molte persone propongono al mercato la loro disponibilità.

 

Non fai per caso così anche tu?

 

Pensaci bene: qual è la parola che usi più spesso quando cerchi lavoro?

Se entri in azienda o in agenzia per il lavoro con un Cv in mano, non dici qualcosa come “sto cercando lavoro, sono disponibile a…” Sono disponibile, sono disponibile, disponibilità, disponibilità, e ancora disponibilità.

Usiamo così tanto questa parola che nemmeno ce ne accorgiamo più. Siamo inconsciamente convinti che funzioni, pensiamo che la nostra disponibilità valga qualcosa, quindi la proponiamo di continuo alle aziende, aspettandoci che queste la apprezzino e la comprino. Come a dire “io ti do il mio tempo e vengo a lavorare per te, tu però mi assumi e mi paghi uno stipendio”. Se ragioniamo in questo modo è perché una volta, in passato, funzionava così.

 

Quando il mercato del lavoro contava molte aziende che funzionavano bene e poche persone in cerca di lavoro – perché molte già lavoravano – la disponibilità dell’individuo era un valore che le imprese comprendevano e acquistavano. Parliamo di un contesto in cui le aziende necessitavano continuamente di personale ma faticavano a trovarlo, tanto che spesso e volentieri si vedevano costrette ad offrire uno stipendio più alto per convincere le persone, a qualsiasi livello – anche impiegati e operai – a lasciare il proprio posto di lavoro per andare a lavorare lì. Parliamo di un contesto in cui una persona che offriva disponibilità all’azienda era una gran cosa e veniva assunta immediatamente. In questo contesto, dove le risorse umane erano fortemente richieste ma scarseggiavano, la disponibilità a lavorare diventava un grande valore.

 

Oggi cosa facciamo?

Continuiamo ad offrire disponibilità alle aziende e rimaniamo inesorabilmente delusi.

Quando ci accorgiamo che all’impresa della nostra disponibilità non gli frega un bel niente. Perché la disponibilità non vale più niente? Perché è cambiato il mondo del lavoro: le risorse umane abbondano e non sono più richieste nella quantità di un tempo.

Il contesto di oggi ci dice che l’azienda funziona così e così e che viene continuamente bombardata di Cv e persone in cerca di lavoro – che purtroppo l’hanno perso o non lo trovano. In questo contesto l’azienda, oltre ad aver meno necessità di assumere nuovo personale, è circondata di persone disponibili a lavorare.

 

Quindi, non ti stupire se quanto vai in azienda ad offrire la tua disponibilità, convinto che questa abbia valore, scopri che l’azienda se ne frega alla grande.

 

C’è sovrabbondanza di disponibilità, è passata di moda, non vale più niente. Come sei disponibile tu, sono disponibili gli altri. Allora perché un’azienda dovrebbe assumere proprio te? Se sei abituato ad un mercato che ti assume solo perché sei disponibile, è ora di cambiare mentalità.

 

Devi offrire all’azienda qualcosa che va oltre la tua disponibilità, affinché possa scegliere te se vuole fare un investimento sulle risorse umane.

Comincia con entusiasmo, idee, energia e motivazione. Poi, scoprirai anche come sviluppare una professionalità di valore a suon di studi, formazione ed esperienza.

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