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La regola dell’indice di rilevanza per fare un Curriculum perfetto!

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La regola dell’indice di rilevanza per fare un Curriculum perfetto!

Per applicare la regola base, spiegata in un altro articolo (“Il curriculum dalla regola d’oro“), al tuo cv è necessario seguire il ragionamento dell’indice di rilevanza. L’indice di rilevanza ti aiuta a capire cosa è importante e cosa no, facilitando la scelta del cosa mettere e del come mettere le informazioni nel cv.

 

Il problema è che quando fai il cv ci metti la tua vita e ogni cosa sembra importante, non vuoi lasciare fuori niente. Sei bravissimo a trovare un significato e un buon motivo per inserire qualsiasi informazione. D’altronde si tratta di cose che hai fatto e capisco, ti si spezza il cuore a non poterle inserire.

 

Siccome quando fai il cv ripercorri la tua vita in modo quasi romantico “vedimo un pò…quante cose ho fatto…come ho iniziato…”, un pochino ti aspetti che anche chi ti legge il curriculum approccia allo stesso modo, con la stessa sensibilità, quasti come fosse un romanzo: “Mario Rossi, vediamo un po’ che vita ha fatto Mario…dove ha inziato…”.

 

Peccato che chi legge un cv, di solito, approccia in modo completamente diverso. Zero sentimenti e cinica ricerca di elementi specifici, quasi come fosse uno scanner ottico. Cerca parole chiave, come possono essere “contabilità”, “giovane” e “studi di economia” nel caso in cui sia alla ricerca di un giovane con studi economici e qualche esperienza in contabilità.

 

Solo dopo aver trovato le informazioni che cercava, il selezionatore, se le ritiene interessanti, allora e solo allora approfondisce: si chiede chi sei, da dove vieni, dove hai iniziato…va a guardare il tuo nome che fino a quel momento non aveva nemmeno visto perchè stava cercando altro.

 

Più cose inserisci nel cv e più sarà difficile fare emergere quelle importanti. La tua storia rimane la stessa, ma cambia il punto di vista con cui la racconti.

 

Se vuoi cogliere l’attenzione del selezionatore devi usare l’indice di rilevanza. Ti spiego come funziona.

 

Fase 1: Scegli l’obiettivo.

Per quale ruolo o a quale settore ti vuoi proporre. Ad esempio se hai studiato marketing e hai piccole esperienze come commessa o commesso, scegli se ti proponi al mercato come “marketing” o come “vendite”.

 

Fase 2: poniti la domanda giusta.

Passa al setaccio ogni singola informazione che vuoi inserire nel cv e per ognuna chiediti: questa informazione, in una scala da 1 a 10, quanto è rilevante in relazione al mio obiettivo?

 

Se la risposta va da 0 a 3: informazione irrilevante, non inserire l’informazione

Se la risposta va da 4 a 6: informazione rilevante, inserisci l’informazione

Se la risposta va da 7 a 10: informazione molto rilevante, inserisci l’informazione e mettila in evidenza!

 

In questo modo riuscirai a creare un cv con un carattere e un profilo ben definito. Avendolo costruito per una specifica direzione, se hai gli elementi necessari tra studi e esperienze, lo renderai molto efficace nella promozione verso quel mercato ma scarsamente efficace verso tutte le altre direzioni.

 

Meglio avere un cv che prende posizione ed è forte in un'unica direzione, piuttosto che un cv generico, che cerca di aprirsi una strada in più direzioni, sperando di aumentare le probabilità di essere scelto. Con la difficoltà di assunzione attuale, sia le aziende che gli intermediari, preferiscono investire su profili forti e specifici, non su generici che forse potrebbero andare bene.

 

Infatti per far funzionare il cv che hai ottenuto dovrai muoverti in maniera estremamente mirata nella ricerca e nella diffusione del cv.

 

Per ottimizzare ancora più nel dettaglio la costruzione del tuo cv non ti perdere gli articoli su come organizzare la struttura (“Un buon Cv ha bisogno di una buona struttura“) e le diverse aree.

 

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